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...è
sicuramente uno dei momenti fondamentali del mestiere del disegnatore,
pittore, artista... (o come diavolo vogliamo chiamarlo) naturalista.
Già, ma come diavolo vogliamo chiamarlo...? Come ci pare, l’importante è la
seconda parte della definizione, cioè “naturalista”. Negli ultimi anni mi
sono reso conto che l’artista naturalista è prima un naturalista vero e
proprio e poi un pittore.
Mi spiego. La frase chiave dell’artista naturalista, che spesso sento dagli
artisti stranieri è “you paint best what you know best...” e cioè “si
dipinge meglio ciò che si conosce meglio”, questo senza dubbio è il punto di
partenza anche per arrivare all’astrazione più totale. La conoscenza del
soggetto e la sua osservazione nel più totale rispetto sono fondamentali
perchè un disegno sia davvero compiuto e non solamente finito.
Per acquisire questa conoscenza è fondamentale l’osservazione sul campo,
prendere appunti, buttare giù idee, avere l’umiltà di imparare dalla natura
(cosa assurda per l’uomo moderno), pensare tanto e disegnare, disegnare e
poi ancora disegnare.
Può succedere di passare otto ore a disegnare Sule su una scogliera senza
capirci assolutamente nulla (magari in condizioni pessime, tra schizzi di
guano, seduto su una roccia scomodissima, con il freddo, ecc) ma
probabilmente la nona ora si comincerà a vedere qualcosa di decente...
quello è il punto di partenza. Sicuramente tutto ciò che seguirà avrà un
qualcosa in più alla fine della giornata il miglioramento sarà evidente. Il
bagaglio di conoscenza ed esperienza acquisite farà la differenza in studio.
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