Le aquile non hanno orologi
Alcune immagini del libro

 

Le aquile non hanno orologi

acrilico su cartoncino - 13,5x21 cm - Marco Preziosi ©

Pernice bianca

acrilico su cartoncino - 13,5x21 cm - Marco Preziosi ©

Albanella pallida

acrilico su cartoncino - 13,5x21 cm - Marco Preziosi ©

Usignolo

acrilico su cartoncino - 13,5x21 cm - Marco Preziosi ©

Studio di Piviere tortolino

acrilico su cartoncino - 13,5x21 cm - Marco Preziosi ©

Gipeto

acrilico su cartoncino - 13,5x21 cm - Marco Preziosi ©

Berta maggiore

acrilico su cartoncino - 13,5x21 cm - Marco Preziosi ©

a cura di Armando Gariboldi e Luciano Ruggieri,
disegni di Marco Preziosi
Alberto Perdisa Editore, 2004
164 pagine, 33 tavole a colori, € 24,00

ENTUSIASMO! Questo è il sentimento che scaturisce la lettura di questo libro.
Un intreccio di testi poetici e semplici racconti che sottoforma di e-mail si sono presentate in quella fantastica realtà che accomuna gli iscritti alla mailing list EBN Italia.
L'idea geniale di scolpire su un libro quelle gocce di vita passate insieme a quell'amico inseparabile chiamato binocolo ha creato un libro pieno di significati, fluido nella lettura seppur variopinto perché originato dalle emozioni di tante persone diverse che vedono a modo loro il birdwatching.
Parlavo di entusiasmo perché da ogni racconto è facile carpire ciò che ha spinto quell'autore ad alzarsi all'alba, o a fare nottate in treno, o a trasformare in poesia il volo di un'Albanella pallida che migra dinanzi agli occhi.
Ogni racconto è stato poi sapientemente "chiuso" da una tavola ornitologica di Marco Preziosi, che ha immaginato e disegnato un fotogramma dell'esperienza vissuta dai vari autori. E' difficile non rileggerlo, di tanto in tanto. Giusto per caricarti un po', e chiamare un amico per andare ad osservare "quei frammenti di bellezza appesi al cielo..." (Ennio Critelli).

Recensione a cura di Tommy Capodiferro - tratta da Quaderni di Birdwatching Anno VI - vol. 12 - ottobre 2004


Dalle pagine del libro...

L'albanella

Un'anima pallida sfiora il campo finalmente verde.
Evanescente fantasma trasportata dal vento caldo.
Prima di passare oltre una siepe e scomparire,
come dissolta al sole,
per un attimo l'ho guardata negli occhi rapaci.
Traspariva il mare interminabile,
traspirava il profumo del vento, delle piogge,
dei cardi e dei carrubi.
Nel loro giallo intenso ho visto la sabbia del deserto
che la tormenta.
E ho visto l'attesa irrefrenabile di una steppa che
invece per me pare irraggiungibile.
Portami con te, ancora con te, li o dovunque andrai.
Portami con te come io ti porterò con me.
Vola via.

Andrea Corso
Stretto di Messina
maggio 2002


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Ultimo aggiornamento: 05/01/2012 11.58